I contenuti del progetto edilizio

 

 

Il Progetto di Recupero dell’ex cinema ne ricalca, in qualche modo, la struttura e la storia progettuale: come il cinema era costituito da due parti distinte, l’atrio con il foyer (di pregio) ed il modesto capannone che ospitava la sala di proiezione, così la nuova struttura è suddivisa in due parti: il centro polifunzionale con attività commerciali ed a servizi e l’autosilos. L'intervento di Spil è partito con la demolizione e ricostruzione della parte posteriore dell'edificio per riconvertirla in parcheggio. 

L’autosilos consta, a sua volta, di tre parti: quella privata, con accesso ed uscita da Via Sardi, costituita da due piani interrati e dal piano terra, con 185 box; la parte pubblica, con accesso ed uscita da Via Verdi (attraverso un apposito percorso ricavato all’interno della limitrofa area della Arciconfraternita della Misericordia), di quattro piani oltre la copertura, per 334 posti auto a disposizione degli utenti di passaggio; la parte pertinenziale, ad appannaggio del centro polifunzionale, che conta, invece, 59 posti auto ubicati al primo piano. La parte fuori terra dal punto di vista strutturale non presenta nessuna particolarità, dal momento che è costituita da un normale fabbricato in calcestruzzo armato. Dal punto di vista estetico, invece, viene prestata particolare attenzione alla parte esteriore sia per armonizzare la nuova struttura con l’ambiente circostante, sia per contenere al minimo l’impatto con le abitazioni limitrofe. I materiali utilizzati, lamiere microfonate, parapetti con ringhiera e rivestimento di materiale pregiato, contribuiscono ad alleggerire l’insieme, mentre la colorazione blu che nelle paratie laterali sfuma verso l’alto, dal bianco ghiaccio al blu cobalto, segna la ritmicità delle linee dei parapetti fino a confondersi nel cielo. I parapetti alti garantiscono l’introspezione verso le abitazioni vicine, mentre l’uso di pannelli fonoassorbenti assicura l’eliminazione dell’impatto acustico. Per l’autorimessa interrata, invece, non avendo nessun rilievo la parte esterna, l’impegno è stato tutto indirizzato a garantire solidità e staticità alla struttura. La tecnologia utilizzata per le opere di contenimento del terreno, il jet grouting, ne ha permesso il consolidamento con l’immissione a pressione di boiacca di cemento senza disturbare l’area limitrofa con scavi e movimenti del terreno. Sono stati realizzati paratie laterali a contenimento dei terreni e dei fabbricati limitrofi e un “tappo di fondo” (da 7 a 10 metri di profondità) senza scavare e senza pompare acqua, cioè in totale sicurezza per l’ambiente circostante. Ne è risultata una sorta di “scatola di cemento” sotterranea, dalla quale è stato asportato il solo terreno in essa presente, senza interferenze con l’ambiente esterno alla scatola.