L’intervento di Spil

 

 

La prestigiosa fabbrica di carpenteria del Gruppo IRI, che aveva partecipato ad imponenti realizzazioni d’ingegneria in varie parti del mondo (il primo ponte sul Bosforo a Istanbul, il ponte sullo Storebaelt in Danimarca…) agli inizi degli anni Novanta entrò in una profonda crisi. Nel 1995 apparve chiaro che IRITECNA, proprietaria dello stabilimento di Guasticce, non aveva intenzione di rilanciarlo a causa di un mercato che si stava globalizzando e che rendeva le prestazioni di C.M.F., pur molto qualificate, poco concorrenziali. L’area della grande fabbrica però poteva soddisfare le esigenze di spazi di molte imprese, locali e non, in un territorio ormai saturo e quindi povero di offerte insediative. Spil disponeva di risorse e competenze adeguate ad affrontare la non facile opera di riconversione: le amministrazioni locali (Comune di Livorno, Comune di Collesalvetti e Provincia di Livorno) riconobbero a Spil questa capacità e ne appoggiarono la richiesta di acquisire l’area. Dopo una trattativa abbastanza complessa con IRITECNA, l’accordo fu raggiunto il 12 ottobre del 1998 con Spil che si impegnava a garantire il riassorbimento degli addetti della fabbrica in chiusura nelle nuove industrie che si sarebbero insediate a Guasticce, Nel giugno del 1999 il Comune di Collesalvetti approvava il Piano Convenzionato di Lottizzazione per la realizzazione di un Parco Industriale nell’area ex C.M.F. Spil, nel delineare il progetto per la riqualificazione del comprensorio dismesso della C.M.F., si era prefissa alcuni obiettivi: - salvaguardare la matrice industriale dell’area insediando negli spazi approntati nuove attività produttive; - riassorbire la forza – lavoro della vecchia fabbrica; - creare i presupposti per ulteriori opportunità lavorative in modo da accrescere il saldo occupazionale del territorio; - tutelare l’ambiente naturale circostante: - fare della riqualificazione del comparto industriale un’occasione di sviluppo per tutta la Piana di Guasticce grazie al potenziamento delle infrastrutture, alla migliore viabilità ed alla accresciuta offerta di servizi. Spil ha così riadattato gli spazi ed i volumi esistenti, in base alle nuove destinazioni d’uso, ipotizzando l’insediamento di società diverse per dimensioni e merceologia: aziende grandi o medio-grandi di produzione, aziende medie, di logistica e trasporti, piccole imprese artigianali o di servizi. Molto importanti nella strategia della Società, risultavano le aziende del terziario, in grado di offrire servizi a supporto delle attività di produzione insediate nell’area e nei territori vicini.