Le attività principali

 

 

Nell’impostare il progetto di reindustrializzazione di un sito dismesso, e la cosa vale ancor di più per i progetti di nuova industrializzazione di aree vergini, Spil ha cura, in primo luogo, di sviluppare approfonditi studi di fattibilità che valutino gli aspetti di contesto (ambientali, socio-economici, urbanistici e infrastrutturali) nei quali il progetto si innesta. La scommessa di Spil è quella di non limitarsi ad un mero recupero edilizio, ma di trasformare la chiusura di un sito industriale in un’occasione di sviluppo imprenditoriale, economico ed occupazionale. Ogni area industriale da riqualificare viene da Spil riprogettata, in modo da renderla adeguata ad ospitare una pluralità di imprese al posto dell’unica realtà produttiva preesistente. Così sono individuati i manufatti da demolire e quelli da recuperare, predisposte nuove costruzioni in zone libere, previste opere di urbanizzazione, riposizionati gli spazi a verde e creata nuova viabilità con ulteriori accessi e accresciute opportunità di parcheggio e manovra. Ma non solo. Spil non predispone, quindi, una semplice offerta di spazi aziendali, ma appronta veri e propri pacchetti localizzativi, in cui l’offerta di spazi è corredata da ulteriori opportunità (disponibilità di infrastrutture, buon clima sociale, collegamenti con centri di ricerca, opportunità di creare sinergie fra imprese…) e da servizi che favoriscono l’insediamento. Riguardo all’individuazione delle imprese a cui proporre le nuove offerte localizzative, la Società verifica in via preventiva:

 

- La rispondenza e l’adeguatezza delle imprese insediande alle caratteristiche del complesso immobiliare.

- La compatibilità ambientale delle produzioni che spesso si trovano ad operare in contesti limitrofi a centri abitati.

- L’armonia fra le varie attività allocabili in modo da non provocare situazioni di concorrenza e/o di attrito.

 

Da sottolineare come la diversificazione delle attività produttive insediande ricercata da Spil implichi un aspetto rassicurante per il contesto economico locale: il “frazionamento del rischio”. Puntare su una molteplicità di aziende appartenenti a settori produttivi diversificati, attenua il pericolo che la crisi di un certo ambito produttivo determini nuovi fenomeni di deindustrializzazione. Ciò salvaguarda la continuità operativa dei nuovi parchi produttivi e la migliore tenuta dell’economia locale anche in periodi di crisi.