Attività

 

 

Trasformare il momento critico della dismissione di un sito industriale nell’opportunità di creare occasioni di sviluppo economico plurisettoriale.

 

La dismissione delle partecipazioni statali e la concomitante crisi dell’economia locale avevano determinato, a metà degli anni ’90, un progressivo declino industriale del comprensorio livornese con gravi ripercussioni sul piano occupazionale. Gli Enti locali si trovarono nella necessità di dover ripensare gli schemi di pianificazione economica del territorio: fallito il modello della grande industria, furono attivate strategie funzionali allo sviluppo della piccola e media impresa, basate su processi concertativi tra pubblico e privato. Superando concezioni municipalistiche, i Comuni di Livorno e Collesalvetti, insieme alla Provincia di Livorno e con il benestare della Regione Toscana, firmarono un Protocollo d’Intesa in cui programmavano un’azione comune su un ambito territoriale, l’area livornese, che rientrava allora nel nelle zone a “declino industriale”, individuate dalla normativa comunitaria come Aree Obiettivo 2. Fra le priorità indicate dal Protocollo spiccavano:

 

- la necessità di realizzare una rete di infrastrutture moderna e competitiva;

- l’impellenza di approntare nuove aree industriali.

 

In questo clima Spil, costituita circa sessant’anni prima allo scopo di infrastrutturare ed ammodernare il porto di Livorno, quale asse portante dell’azione di rafforzamento dell’economia locale, fu scelta come soggetto attuatore del programma di sviluppo economico voluto dagli EE.LL.